Quando la neve è una tavola su cui dipingere

Con questa galleria non facciamo altro che ricordare un principio sacro della pittura: la neve bianca, di quel bianco assoluto, che esiste soltanto come tale in quei pochi attimi in cui sgorga dal tubetto del colore sulla tavolozza. È pura fantasia, visione fanciullesca di un mondo dalla palette molto limitata. La neve è composta da cristalli d’acqua e come tale riflette la luce. Potremmo dire che, in qualche modo, “divora” i colori che la circondano facendoli propri. La neve diventa, così, una superficie su cui l’artista può esercitare la propria sensibilità cromatica, se non addirittura la fantasia e il proprio gusto personale per il colore. Ecco allora una collezione di opere invernali, in sintonia con il clima, piccoli gioielli che meritano tutta la vostra attenzione e, perché no, potrebbero diventare uno stimolo per un acquisto “di stagione”.

In Rami di abete coperti di neve di Alana Ciena Tillman il manto si colora del verde degli aghifogli. Opera quieta, realista, elegante.

Villaggio innevato è un classico dei paesaggi favolosi, fantastici di Aleksandr Ivanov. Il nostro pittore ama far esplodere sulle sue tele tavolozze multicolori in grado di ricreare atmosfere sognanti.

In Sentiero coperto di neve verso la foresta di Coen De Rooij c’è la neve, ma non c’è poi tanto freddo grazie ai rossi e agli arancioni delle foglie degli alberi. Troviamo traccia delle loro tinte calde anche a terra, nel blu delle loro ombre.

Casa solitaria tra abeti in inverno di Aleksandr Ivanov è dominata dall’esplosione di uno splendido tramonto. Caldo e freddo, chiaro e scuro, brillante e cupo: la tela si basa su questi piacevoli e malinconici contrasti.

Valtellina d’inverno di Bruno Carati è una tela contagiosa nel suo essere così felice e brillante, quasi psichedelica. A un tratto e a un soggetto piuttosto tradizionali, Bruno fa corrispondere una scelta cromatica che osa e spinge l’osservatore quasi a socchiudere gli occhi per reggerne l’impatto.

Giardino innevato di Anatoli Nikolajewitsch Goluschko esplode di oro giallo, una splendida, pacifica visione crepuscolare che chiude con infinita dolcezza la nostra galleria.